{"id":1147,"date":"2014-02-16T10:48:26","date_gmt":"2014-02-16T09:48:26","guid":{"rendered":"http:\/\/kuminda.org\/?p=1147"},"modified":"2014-02-16T10:48:26","modified_gmt":"2014-02-16T09:48:26","slug":"terra-il-nostro-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/2014\/02\/terra-il-nostro-bene-comune\/","title":{"rendered":"Terra: il nostro bene comune"},"content":{"rendered":"<p>Un intervento di Carlo Alberto Graziani dell&#8217;Universit\u00e0 di Siena sul tema della Terra come bene comune.<!--more--><\/p>\n<p>Il professore riflette sui temi legati alla terra come bene comune: dal concetto di suolo alla\u00a0 propriet\u00e0 fino alla partecipazione.<\/p>\n<p>Da &#8220;<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/09\/terra-bene-comune\/\">Salviamo il paesaggio<\/a>&#8220;:<\/p>\n<h2><strong>1. Dal suolo alla terra<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Di fronte alla \u201crapina di suolo\u201d, che rappresenta una caratteristica dell\u2019attuale sviluppo e uno dei problemi drammatici che affliggono l\u2019umanit\u00e0 (si pensi ad esempio al land grabbing, fenomeno che sta esplodendo in questo inizio del millennio), occorre tornare a riflettere sui concetti fondamentali, in particolare sul concetto di propriet\u00e0,<\/strong> cercando di individuare e possibilmente di chiarire nozioni, approcci, percorsi nuovi, nella consapevolezza che \u00e8 oramai venuto il tempo di abbandonare la sicurezza dei pensieri consolidati e di affrontare il mare aperto, anche correndo il rischio del naufragio.<\/p>\n<p><strong>Ritengo necessario porre al centro di questa riflessione non pi\u00f9 il suolo, ma la terra<\/strong>: la terra considerata nella sua naturalit\u00e0, nella sua fisicit\u00e0 feconda, fonte di vita e vita essa stessa; la terra coperta da vegetazione, destinata alla coltivazione e al pascolo di animali domestici e selvatici; ma anche la terra ritenuta sterile \u2013 sabbie e deserti, rocce e spiagge, grotte e cave dismesse \u2013 che contiene, essa pure, forme di vita; la terra dell\u2019aperta campagna, ma anche la terra degli orti e dei giardini prigionieri degli spazi metropolitani, cio\u00e8 la terra del vuoto urbano; la terra che a volte appare nella sua affascinante bellezza, a volte nella sua desolata aridit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 mera questione terminologica, \u00e8 cambiamento di orizzonte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il suolo \u00e8 neutro, inerte, pu\u00f2 essere calpestato; la terra, anche la pi\u00f9 arida, \u00e8 viva, feconda<\/strong>, non si calpesta, vi si affonda. La terra si lavora; il suolo non si lavora, ma su di esso e sotto di esso si cementifica. La terra violata, perch\u00e9 cementificata, infrastutturata, inquinata, muore, cessa di essere terra e diventa suolo; il suolo resta sempre e comunque suolo. Il suolo rende uniforme citt\u00e0 e campagna, edificato e inedificato, vuoto e pieno della citt\u00e0. La terra caratterizza: nella citt\u00e0 distingue il vuoto dal pieno, rappresenta l\u2019interstizio del tessuto edificato, costituisce il verde; nella campagna distingue le attivit\u00e0 pulite da quelle che inquinano e sterilizzano, individua e denuncia quegli artifici umani che rinnegano la naturalit\u00e0, che uccidono la fecondit\u00e0. Il suolo non d\u00e0 conto della finitezza delle risorse perch\u00e9 tutto \u00e8 suolo. La terra invece \u00e8 il segno di quella finitezza. Il suolo non si consuma, non si sfrutta, non si rapina; \u00e8 la terra che si consuma perch\u00e9 si sfrutta, \u00e8 la terra che si rapina.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il suolo \u00e8 ontologicamente oppresso ed \u00e8 nello stesso tempo oppressore; la terra \u00e8 libert\u00e0: una libert\u00e0 che pu\u00f2 essere oppressa, violata.\u00a0Occorre, per salvare la terra, conservare questa libert\u00e0 che \u00e8 la pienezza della fecondit\u00e0 nella campagna, che \u00e8 la vitalit\u00e0 del vuoto nella citt\u00e0.<\/p>\n<h2><strong>\u00a02. Il problema della propriet\u00e0 della terra<\/strong><\/h2>\n<p><strong>E\u2019 possibile impossessarsi, appropriarsi, essere proprietari della terra?<\/strong><\/p>\n<p><strong>La storia del genere umano ci viene tramandata nel segno del dominio dell\u2019uomo sulla terra<\/strong>. La stessa narrazione biblica viene interpretata alla luce di un dominio che \u00e8 sfruttamento: parola, quest\u2019ultima \u201cd\u2019incredibile rozzezza\u201d (1) che impolvera anche la nostra Costituzione (art. 44).<\/p>\n<p><strong>Non importa se i moderni studi antropologici dimostrano che l\u2019originario rapporto del genere umano con la terra si sia svolto nel rispetto timoroso delle prerogative di quest\u2019ultima;<\/strong> se le pi\u00f9 approfondite letture interpretano il famoso passo della Genesi \u2013 \u201criempite la terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra\u201d (2)\u00a0&#8211; in termini di buon governo e di contemplazione; se alcune moderne costituzioni dell\u2019America Latina, riallacciandosi all\u2019origine, assumono come centrali i diritti della Terra madre.<\/p>\n<p>La forza degli interessi in gioco, registrati dalla prassi giuridica, \u00e8 tale che la logica dello sfruttamento accompagna ancora oggi, e oggi in modo particolarmente virulento, le vicende che si svolgono attorno alla terra.\u00a0Non tutte le vicende.<\/p>\n<p><strong>Una parte di esse si sottrae a tale logica, ma \u00e8 ignorata dalla cultura urbano-centrica che \u00e8 cultura dominante soprattutto nel mondo sviluppato.<\/strong> Il riferimento \u00e8 alle propriet\u00e0 collettive che caratterizzano l\u2019assetto sociale di alcune popolazioni e che anche in Italia si rinvengono in una parte consistente delle aree interne (i cosiddetti usi civici). Per usare l\u2019espressione di Carlo Cattaneo, divenuta titolo dello splendido libro di Paolo Grossi, esse rappresentano \u201cun altro modo di possedere\u201d (3) : fenomeno marginale sul piano economico, ma rilevantissimo sul piano dei valori sociali, culturali e oggi in particolare di quelli ambientali.<\/p>\n<p>Le vicende pi\u00f9 appariscenti, quelle che determinano l\u2019assetto dei rapporti di potere, sono per\u00f2 dominate dalla logica dello sfruttamento, che \u00e8 logica di potenza e di rendita e ha alla base quei concetti di pienezza e di esclusivit\u00e0 che continuano a caratterizzare il diritto di propriet\u00e0 nonostante la forte previsione costituzionale della funzione sociale.<\/p>\n<p>Ma pu\u00f2 il rapporto tra la terra e la persona, anche dal punto di vista giuridico e perci\u00f2 dei diritti e in particolare del diritto di propriet\u00e0, consumarsi all\u2019interno della logica dello sfruttamento?<\/p>\n<p><strong>In altri termini che significa essere proprietari della terra? Pu\u00f2 la terra essere oggetto di impossessamento, di appropriazione e in che limiti? Se la terr\u00e0 \u00e8 vita \u00e8 possibile impossessarsi della vita?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quest\u2019ultimo interrogativo apre aspetti assai delicati perch\u00e9 la vita ha sempre interpellato il giurista in termini problematici.<\/strong> Cos\u00ec la vita umana che in passato \u00e8 stata oggetto di conquista e di compravendita (il corpo degli schiavi) e di un lungo e complesso percorso emancipatorio e nel presente costituisce uno dei problemi scientifici ed etici pi\u00f9 tormentati, quello della disponibilit\u00e0 della propria vita. Cos\u00ec la vita degli altri esseri viventi che, ponendo il problema della configurabilit\u00e0 dei diritti degli animali, chiama in causa contrastanti visioni del mondo e della persona umana e rappresenta comunque una sfida che il giurista non \u00e8 ancora in grado di affrontare.<\/p>\n<p><strong>La terra \u00e8 vita perch\u00e9 vita sono il suo humus e la sua fecondit\u00e0; perch\u00e9 vita \u00e8 la natura, vita \u00e8 l\u2019ambiente. Ed \u00e8 proprio qui la ragione della problematicit\u00e0 allorch\u00e9 si voglia guardare alla terra come oggetto di situazioni giuridiche<\/strong>: le espressioni possedere la terra, essere proprietari della terra diventano evanescenti perch\u00e9 non \u00e8 possibile impossessarsi di quell\u2019intima sua essenza che \u00e8 la vita.<\/p>\n<p><strong>Se nel passato il problema poteva essere accantonato o addirittura sfuggire, nascosto da una disponibilit\u00e0 di risorse apparentemente illimitata, oggi che l\u2019umanit\u00e0 ha oltrepassato la soglia del sovraccarico ecologico globale la ragione di fondo di quella impossibilit\u00e0 emerge drammaticamente<\/strong>: incidere sulla vita della terra, anche solo per quanto concerne la \u201cpropria\u201d terra, significa contribuire a mettere a rischio il pianeta e perci\u00f2 a ledere un interesse che corrisponde a esigenze avvertite sempre pi\u00f9 profondamente nel tessuto sociale e che trova la sua tutela nelle carte costituzionali pi\u00f9 importanti della nostra epoca. Il diritto all\u2019ambiente, che nel nostro ordinamento trae il suo fondamento in particolare dagli artt. 2, 9, 32 della Costituzione, non pu\u00f2 non avere alla base il diritto di tutti a godere di una terra che sia viva e feconda.<\/p>\n<p><strong>Ma la terra non \u00e8 solo vita per se stessa, lo \u00e8 anche per le persone con cui esse entra in relazione<\/strong>: perch\u00e9 \u00e8 \u201csora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba\u201d (4) ; perch\u00e9 le aggressioni nei suoi confronti \u2013 dall\u2019inquinamento alla cementificazione \u2013 incidono sulla salute e sulla qualit\u00e0 dell\u2019esistenza di singoli e di collettivit\u00e0; perch\u00e9 le rapine \u2013 dalle espulsioni che nella storia si sono dolorosamente ripetute fino al land grabbing \u2013 segnano la fine delle comunit\u00e0 che vi sono insediate.<\/p>\n<p><strong>La terra \u00e8 vita, ma \u00e8 anche paesaggio e bellezza. Con questi termini non alludo a elementi puramente formali, estetici, ma a concetti pi\u00f9 pregnanti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paesaggio<\/strong> \u2013 di cui la terra \u00e8 elemento fondante \u2013 \u00e8 \u201cuna determinata parte di territorio, cos\u00ec come \u00e8 percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall\u2019azione di fattori naturali e\/o umani e delle loro interrelazioni\u201d (art. 1, Convenzione europea del paesaggio); \u00e8 \u201cil territorio espressivo di identit\u00e0\u201d (art. 131, co. 1, Codice dei beni culturali e del paesaggio); \u00e8 \u201ccomponente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversit\u00e0 del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identit\u00e0\u201d (art. 5, Convenzione).<\/p>\n<p><strong>La terra \u00e8 bellezza:<\/strong> la carica di soggettivit\u00e0 di questo sostantivo si interseca con la constatazione di un\u2019esperienza generale profondamente avvertita in ogni epoca e legata a quell\u2019intima unione tra la persona e la terra che rende la bellezza valore universalmente riconosciuto e perci\u00f2 diritto fondamentale.<\/p>\n<p><strong>In questa luce appare evidente come non sia possibile impossessarsi della vita della terra e delle persone, del paesaggio e della bellezza perch\u00e9 sono beni supremi ed elementi che riguardano esperienze intime e collettive nello stesso tempo, riconducibili a diritti e a principi iscritti nelle carte fondamentali e, nella nostra Costituzione, in particolare nell\u2019art. 2.<\/strong><\/p>\n<p>(1) G. Capograssi, Agricoltura, diritto, propriet\u00e0, in Riv. dir. agr., 1952, I, p. 246<br \/>\n(2) Genesi, I, 28.<br \/>\n(3) P. Grossi, Un altro modo di possedere. L\u2019emersione di forme alternative di propriet\u00e0 alla coscienza giuridica postunitaria, Milano, Giuffr\u00e8, 1977.<br \/>\n(4) Francesco d\u2019Assisi, Il Cantico delle Creature<\/p>\n<h2><strong>3. Dal contenuto minimo al contenuto massimo della propriet\u00e0<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Si capovolge cos\u00ec l\u2019impostazione di uno dei problemi fondamentali che riguardano la propriet\u00e0, il problema del contenuto.<\/strong> Non si tratta pi\u00f9 di definire il contenuto minimo, ossia di verificare fino a che punto il legislatore possa fissare limiti al diritto di propriet\u00e0, potenzialmente illimitato, senza \u201cincidere eccessivamente\u201d sulla sostanza di esso, come ha ritenuto la Corte costituzionale (5) ; si tratta invece di definirne il contenuto massimo, ossia di verificare i confini oltre i quali non pu\u00f2 pi\u00f9 configurarsi un diritto di propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Sia chiaro: qui non entra in questione la riserva di legge, non si pu\u00f2 fare riferimento al concetto di conformazione e perci\u00f2 al criterio fissato dal legislatore ex art. 42 Cost. per individuare il contenuto del diritto (la legge \u201cdetermina i modi di acquisto, di godimento e i limiti\u201d della propriet\u00e0 privata). Occorre considerare che il diritto di propriet\u00e0 non \u00e8 un diritto potenzialmente illimitato, che determinati poteri ne sono ontologicamente estranei, sono cio\u00e8 per loro natura oltre la propriet\u00e0. <strong>In altri termini il diritto di propriet\u00e0 non ricomprende nel suo contenuto il potere di incidere sulla vita della terra e delle persone, sul paesaggio, sulla bellezza della terra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec il proprietario non pu\u00f2 escludere la naturale fecondit\u00e0 della terra attraverso l\u2019edificazione, l\u2019uso sterilizzante dei fertilizzanti chimici, lo smaltimento di rifiuti, la costruzione di discariche o di bacini idroelettrici; non pu\u00f2 modificarne la morfologia riempiendo fossi, spianando colline, impiantando campi eolici o fotovoltaici; non pu\u00f2 disboscare; non pu\u00f2 attentare alla salute e alla vita delle persone inquinando la terra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutte queste facolt\u00e0 sono a lui precluse non per dettato di norme conformanti, ma perch\u00e9 sono estranee al contenuto del suo diritto.<\/strong> Le norme, quando ci sono, rappresentano non il limite entro il quale il proprietario pu\u00f2 fare tutto ci\u00f2 che vuole, ma la soglia oltre la quale egli comunque non pu\u00f2 andare. Perch\u00e9 quell\u2019oltre \u00e8 altro rispetto alla propriet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il capovolgimento ha una portata di straordinaria rilevanza sia sul piano teorico che su quello operativo e pone in crisi orientamenti culturali consolidati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In particolare se il proprietario non ha il potere di incidere sulla integrit\u00e0 della terra in maniera tale da eliminarne la fecondit\u00e0 non rientra nel contenuto del suo diritto lo ius aedificandi<\/strong> in quanto l\u2019edificazione \u2013 nell\u2019aperta campagna o nell\u2019agro dove si espandono gli insediamenti urbani e industriali o anche nel vuoto delle citt\u00e0 \u2013 sopprime ogni forma di vita. Di conseguenza non avrebbe pi\u00f9 ragion d\u2019essere il problema dell\u2019indennizzo nel caso in cui una legge negasse al proprietario il diritto di edificare perch\u00e9 non si potrebbe configurare quella \u201ceccessiva\u201d compressione del suo diritto a cui si \u00e8 riferita la Corte costituzionale; si supererebbe cos\u00ec l\u2019ostacolo che ha impedito in Italia l\u2019emanazione di una vera ed efficace legge sui suoli.<\/p>\n<p><strong>Parimenti il proprietario, anche se il suo agire non violasse norme specifiche, non potrebbe liberamente utilizzare prodotti chimici per coltivare l\u2019ager qualora tale uso portasse, sia pure solo progressivamente, alla sterilizzazione dell\u2019humus<\/strong> e neppure potrebbe, al di l\u00e0 della coltivazione, immettere inquinanti tali da incidere sulla salute e sulla vita degli esseri viventi. Di conseguenza in agricoltura l\u2019unica attivit\u00e0 diverrebbe quella che oggi chiamiamo agricoltura biologica, negli altri settori le attivit\u00e0 possibili, per le quali manca ancora un aggettivo in positivo, sarebbero solo quelle non inquinanti.<\/p>\n<p>Vedremo tra breve che questo mutamento d\u2019orizzonte non comporta l\u2019arresto del dinamismo che \u00e8 proprio dell\u2019agire umano.<\/p>\n<p>(5) Corte cost. 22 dicembre 1977, n. 153.<\/p>\n<h2><strong>4. La terra bene comune<\/strong><\/h2>\n<p><strong>La terra esprime dunque utilit\u00e0 fondamentali che corrispondono a valori costituzionalmente tutelati e che pertanto devono essere salvaguardate per permetterne la fruizione da parte dell\u2019intera collettivit\u00e0 e soprattutto delle future generazioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono fondamentali le utilit\u00e0 che si riferiscono alla naturale fertilit\u00e0 della terra e perci\u00f2 alla genuinit\u00e0 dei prodotti agricoli e che quindi si connettono al diritto alla salute<\/strong> (art. 32 Cost.); <strong>le utilit\u00e0 legate alla morfologia della terra che richiamano sia il diritto al paesaggio<\/strong> (art. 9) sia, grazie al mantenimento del manto vegetale,<strong> il diritto all\u2019ambiente salubre<\/strong> (art. 32); le utilit\u00e0 che discendono dalla idoneit\u00e0 della terra a essere lavorata e che consentono l\u2019<strong>attuazione del diritto al lavoro<\/strong> (artt. 35 e 44); <strong>la terra \u00e8 inoltre elemento fondante della cultura e delle tradizioni delle popolazioni insediate e pertanto richiama la tutela sia delle formazioni sociali sia della cultura<\/strong> (artt. 2 e 9).<\/p>\n<p><strong>E\u2019 su questa base che si fonda la natura di bene comune della terra<\/strong> (6).<\/p>\n<p><strong>Si aggiunga che, quando nelle elencazioni dei beni comuni si fa riferimento, ad esempio, ai boschi e alle acque, alle alte montagne e ai parchi, al paesaggio e al territorio, al cibo e alle produzioni tipiche, la terra \u00e8 sempre presente nella sua coinvolgente fisicit\u00e0:<\/strong> contiene l\u2019acqua, fonda il paesaggio, \u00e8 elemento costitutivo del territorio, garantisce tipicit\u00e0 e genuinit\u00e0 alimentare. In ultima analisi la terra \u00e8 un bene comune che nella sua materialit\u00e0 rappresenta la base fondamentale di altri beni comuni.<\/p>\n<p><strong>Pertanto a maggior ragione la terra \u00e8 bene comune.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A questo punto per\u00f2 si delinea una situazione che appare schizofrenica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La terra \u00e8 bene comune perch\u00e9 \u00e8 legata alla soddisfazione di esigenze riconducibili a diritti fondamentali, ma nello stesso tempo \u2013 quando viene confinata, picchettata, quando diventa una \u201cpiccola figura catastale\u201d(7) \u2013 \u00e8 oggetto di diritti escludenti e in particolare di propriet\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come pu\u00f2 accadere che una stessa cosa, uno stesso bene materiale, la medesima terra sia bene comune e nello stesso tempo oggetto di propriet\u00e0 escludente?<\/strong> Questo \u00e8 il punto fondamentale per comprendere il significato e la portata non solo del bene comune terra, ma anche degli altri beni comuni, almeno di quelli materiali: cos\u00ec l\u2019acqua, che \u00e8 bene pubblico (cio\u00e8 di propriet\u00e0 dell\u2019ente pubblico) e nello stesso tempo \u00e8 bene comune; il bosco, che pu\u00f2 essere privato o pubblico e in entrambi i casi \u00e8 anche bene comune; la fauna selvatica omeoterma, che \u00e8 patrimonio indisponibile dello Stato e nello stesso tempo \u00e8 bene comune; e anche i pesci, che invece sono res nullius, ma nello stesso tempo sono bene comune; il singolo bene culturale, che pu\u00f2 appartenere a un privato o a un ente pubblico e che nello stesso tempo \u00e8 bene comune; cos\u00ec pure la citt\u00e0 le cui parti \u2013 porzioni di verde, ma anche singoli beni culturali \u2013 possono essere oggetto di propriet\u00e0 escludente e insieme beni comuni.<\/p>\n<p><strong>La risposta all\u2019interrogativo \u00e8 semplice e nello stesso tempo complessa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La natura di bene comune non entra in contraddizione con l\u2019esistenza della propriet\u00e0 perch\u00e9 bene comune e bene oggetto di propriet\u00e0 escludente operano su piani diversi:<\/strong> la terra oggetto di propriet\u00e0 o di altri diritti escludenti rileva fondamentalmente sul piano del mercato; anche quelle terre che per loro natura non sarebbero commerciabili possono mutare natura con apposito intervento legislativo, come dimostrano l\u2019annosa vicenda della liquidazione delle propriet\u00e0 collettive o i recenti tentativi che mirano a mettere in commercio perfino i beni del demanio naturale; la terra bene comune rileva su un piano diverso dal mercato, quel piano ideale dove essa \u00e8 sintesi di valori che rinviano a diritti fondamentali.<\/p>\n<p><strong>La terra oggetto di diritti pu\u00f2 essere trasferita agli eredi del proprietario; la terra bene comune deve essere conservata e custodita perch\u00e9 gli eredi di tutti \u2013 le future generazioni \u2013 ne possano godere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La terra oggetto di diritti esclude; la terra bene comune include, \u00e8 aperta alla fruizione di tutti e proprio per questo pone la centralit\u00e0 della questione dell\u2019accesso:<\/strong> tutti hanno diritto di accedere alle utilit\u00e0 fondamentali, cio\u00e8 a quelle che si riconducono a valori costituzionali, chiunque sia il proprietario.<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 visto, esiste un oltre la propriet\u00e0 della terra, un oltre il possesso, un oltre le altre situazioni giuridiche che concernono la terra:<\/strong> un oltre che, come abbiamo detto, \u00e8 altro rispetto alla propriet\u00e0, al possesso e in genere alle situazioni giuridiche. Questo altro \u00e8 appunto il bene comune; al titolare non \u00e8 dato il potere di impedirne la fruizione da parte dell\u2019intera collettivit\u00e0, non \u00e8 dato cio\u00e8 il potere di violare il diritto di accesso di tutti perch\u00e9 quel bene ha la funzione di soddisfare esigenze costituzionalmente tutelate. Dunque \u00e8 questo profilo funzionale a determinare l\u2019area che non pu\u00f2 essere ricondotta nel contenuto della propriet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>In sintesi: il diritto di propriet\u00e0 finisce dove inizia il bene comune. In questo confine risiede la complessit\u00e0 della risposta.<\/strong><\/p>\n<p>(6) I beni comuni \u201cesprimono utilit\u00e0 funzionali all\u2019esercizio dei diritti fondamentali nonch\u00e9 al libero sviluppo della persona e sono informati al principio della salvaguardia intergenerazionale delle utilit\u00e0\u201d: cos\u00ec definisce i beni comuni \u2013 distinguendoli sia dai beni pubblici che da quelli privati \u2013la Commissione Rodot\u00e0 istituita dal Ministro della Giustizia del Governo Prodi nel giugno 2007 con il compito di redigere uno schema di disegno di legge delega per la riforma del codice civile sui beni pubblici. La relazione e lo schema del disegno di legge sono pubblicati in Pol. dir. 2008.<br \/>\n(7) G. Capograssi, op. cit., p. 249.<\/p>\n<h2><strong>\u00a05. Il ruolo della partecipazione<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Perch\u00e9 il diritto di accesso alla terra bene comune non resti mera formula occorre che la terra venga conservata nella sua integrit\u00e0 e che l\u2019interesse della collettivit\u00e0 alla conservazione abbia rilevanza giuridica, venga cio\u00e8 tutelato.<\/strong> Terra bene comune significa pertanto riconoscere alla collettivit\u00e0 anche il diritto alla conservazione della sua integrit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Conservare l\u2019integrit\u00e0 della terra non significa vagheggiare il ritorno a un passato<\/strong> che si ritiene fondato sull\u2019armonia o pretendere di fissare il presente come in un\u2019istantanea per impedire ogni trasformazione perch\u00e9 non si pu\u00f2 arrestare ci\u00f2 che \u00e8 inarrestabile: la vita della terra e la vita dell\u2019umanit\u00e0; e non significa neppure illudersi di poter contrastare la corrente della storia che si svolge sotto la spinta del dinamismo del rapporto tra la terra e la persona, in particolare del rapporto citt\u00e0-campagna, e del dinamismo delle attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p><strong>Conservare non significa immobilizzare il paesaggio<\/strong> proprio perch\u00e9 \u00e8 il segno visibile di quel rapporto nel suo svolgersi storico. Conservare l\u2019integrit\u00e0 della terra significa invece, in negativo, che tale svolgimento non pu\u00f2 essere condizionato dalle logiche proprietarie proprio perch\u00e9 sono logiche di esclusione e quindi di violenza e, in positivo, che ogni trasformazione deve essere tale da garantire il rispetto dei diritti fondamentali proprio perch\u00e9 la terra \u00e8 bene comune.<\/p>\n<p><strong>Il problema allora si sposta sul piano delle garanzie e si apre perci\u00f2 al grande tema della partecipazione.<\/strong> Solo attraverso una partecipazione effettiva \u2013 perci\u00f2 informata e preliminare \u2013 della collettivit\u00e0 alle scelte che riguardano l\u2019assetto della terra, solo attraverso un coinvolgimento responsabile di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della terra in una specifico contesto territoriale urbano o extraurbano (proprietari o non proprietari, residenti o non residenti, soggetti singoli o associati) saranno possibili, nell\u2019ambito di un quadro legislativo ben definito e attraverso procedure concessorie adeguate, le necessarie trasformazioni che non violino la natura della terra quale bene comune.<\/p>\n<p><em><strong>Prof. \u00a0Carlo Alberto Graziani<br \/>\n<\/strong>Universit\u00e0 di Siena<\/em><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un intervento di Carlo Alberto Graziani dell&#8217;Universit\u00e0 di Siena sul tema della Terra come bene comune.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1148,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11,27,10,16,34,44,47,59,30,31,13,9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1147"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1149,"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1147\/revisions\/1149"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/multiculturale.it\/kuminda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}